di Garrincha Piru

Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigione…”, qualcuno molto più importante di me sosteneva questo. Io sono convinto che tranne per pochissime eccezioni, la nostra società è molto deludente e lontana da quello che lui intendeva. Le carceri dovrebbero si, far scontare una pena al criminale, ma soprattutto prepararlo e rieducarlo ad un inserimento nella società. Questo, che potrebbe sembrare anche ovvio, di norma non succede. Quello che invece sembra accettabile è lo spirito di vendetta delle vittime dei vari reati e quindi l’importante diventa che quella persona soffra, in quanto autore di danno. Si può anche capire questo sentimento ad un livello personale, ma lo stato dovrebbe essere li,nel mezzo, fra questo sentire e quello che invece è giusto. Ma cos’è il giusto? Credo sia difficile stabilirlo, soprattutto se come dicevo prima si è coinvolti personalmente nella faccenda, quindi l’unica cosa corretta da farsi sarebbe accettare quelle che sono le leggi e misure dei vari stati per quello
che negli anni i loro popoli hanno accettato come giusto. In Cina come negli Sati Uniti D’America, la pena di morte è vista come una cosa giusta. In Italia l’ergastolo. Quanta differenza passa fra l’ergastolo e la pena di morte? Togliere la vita a qualcuno è cosi più assurdo che rinchiuderlo in un carcere a vita? A vista di molti il l’ergastolo può sembrare anche più cattivo, vendicativo dato che si dovrà convivere con il proprio rimorso, la propria colpa, per tutto quello che ti resta da vivere dentro quelle mura. A prescindere da quello che si potrebbe pensare sul Battisti al quale il Brasile ha negato l’estradizione, il valore di questo gesto ha letture diverse, ad esempio per i familiari delle vittime dei suoi crimini. Come per tutti quelli che hanno perso qualcuno nei cosi detti: “anni di piombo”, e puntualmente non hanno avuto giustizia, penso a Piazza della Loggia a Brescia. Il punto sul quale se ne’è parlato davvero poco in questa discussione, è che il Brasile non contempla l’ergastolo. Ora lontano da me voler far credere che li abbiamo un sistema giudiziario perfetto, so bene che non è cosi. Ma credo che non avere né la pena di morte, né l’ergastolo sia concretamente un passo forte verso una società più civile come forse intendeva Fëdor Michailovič Dostoevskij . E questa non sarebbe già una e forse l’unica ragione per non restituirlo?

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