A giugno, la ginestra avvolge del suo profumo le strade, le case, gli anfratti. Le facciate soleggiate e le scalinate nell’ombra. Tutto è pietra. Il paese della Pietra è anche il paese in pietra.
Qui la pietra è di casa; qui la pietra ha una storia, possiede una voce. Il suo rapporto con la gente è un rapporto filiale.
Un uomo, che con la pietra ci lavora, mi dice: ” la pietra va rispettata. La sua spaccatura richiede una preparazione spirituale  ” e conclude questa frase con un risata smorzata, vergognandosi di questa affermazione e pentendosi di averla
pronunciata ad un estraneo, timoroso di essere scambiato per uno con qualche rotella fuori posto. Vedendomi serio e interessato alle sue parole, continua quasi sollevato. “Io so che faccio una ferita alla t(T)erra che mi dà la pietra con la quale lavoro e mi guadagno da vivere. A modo mio, mi preparo spiritualmente, chiedendo scusa per lo sfregio e, allo stesso tempo, ringraziando per il dono .”
Se il primo uomo  quell’`Adam, che in ebraico indica  “che viene dal suolo”,  è stato modellato dall’argilla a animato dal soffio di Dio“(Genesi 2.7), mi piace pensare che qui a Gorgoglione  la gente sia stata plasmata dalla sua pietra e che abbia il soffio vitale che sa di ginestra.

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